TRADUZIONE DALLE LINGUA BOSNIACA
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INFORMAZIONI LINGUA BOSNIACA
La lingua bosniaca, (bosanski jezik) è una delle versioni standard del diasistema slavo meridionale centrale, basato sul dialetto štokavo. Fa parte del ramo slavo meridionale della famiglia linguistica indoeuropea.
La lingua viene usata primariamente dai bosniaci in Bosnia-Erzegovina e da poche altre parti. Si basa fondamentalmente sulla variante occidentale del dialetto štokavo e si serve sia dell'alfabeto cirillico, sia di quello latino.
Storia
Il bosniaco usa sia l'alfabeto latino sia l'alfabeto cirillico. I bosniaci hanno avuto anche altri tipi di scrittura, che sono meno standardizzati, cosicché ci sono molte versioni e nomi diversi: il Bosančica, il Cirillico Bosniaco, il Begovica (usato dalla nobiltà bosniaca). I bosniaci hanno usato anche una scrittura di tipo arabo, chiamata Arebica.
L'ironia del bosniaco è che i locutori bosniaci sono, sul livello dell'idioma colloquiale, più omogenei linguisticamente che le popolazioni della Serbia e della Croazia, ma non sono riusciti, a causa di ragioni storiche, a standardizzare la propria lingua nel periodo cruciale rappresentato dal XIX secolo. Il primo dizionario bosniaco, un glossario bosniaco-turco rimato venne composto da Muhamed Hevaji Uskufi nel 1631.
Ma, diversamente dai dizionari croati, che vennero scritti e pubblicati regolarmente, l'opera di Uskufi rimase isolata. Due fattori si sono dimostrati decisivi nella non-standardizzazione della lingua bosniaca:
- L'élite bosniaca scriveva quasi esclusivamente in lingua straniera (arabo, turco, persiano). La letteratura vernacolare, scritta in un alfabeto arabo modificato, era scarsa e molto dispersa nel paese.
- L'emancipazione nazionale dei bosniaci rimase all'ombra di quella di serbi e croati, e poiché rimase un puro fatto nominale l'esistenza della Bosnia, un progetto linguistico sul bosniaco non avrebbe raccolto grandi supporti.
Probabilmente gli autori bosniaci più autentici (il cosiddetto "Revival bosniaco" al cambio di secolo XIX-XX secolo) scrivevano in un idioma che era più vicino al croato, che al serbo (indioma Štokavo-Ijekavo occidentale, alfabeto latino), ma che possedeva inconfutabilmente tratti tipicamente bosniaci, soprattutto nel lessico. I principali autori del "Rinascimento bosniaco" era il politico e poeta Safvet-beg Bašagić, il "poeta maledetto" Musa Ćazim Ćatić e lo scrittore Edhem Mulabdić.
Durante il periodo della Jugoslavia comunista, il lessico assorbì molti tratti serbi, ma la scrittura latina divenne dominante. Dopo il collasso della Jugoslavia, il bosniaco tornò ad essere lingua nazionale, sotto il nome vecchio di lingua bosniaca, come lingua standard nazionale distinta.
Sul piano formale, il bosniaco sta cominciando a prendere caratteristiche sempre più distintive: nel lessico, prestiti islamico-orientali sono sempre più frequenti; foneticamente e fonologicamente, il fonema "h" è stato reimmesso in molte parola come segno distintivo della parlata bosniaca e della tradizione linguistica; inoltre, ci sono alcuni cambiamenti nella grammatica, morfologia ed ortografia che riflettono la tradizione letteraria del bosniaco come prima della prima guerra mondiale, soprattutto quelli del rinascimento bosniaco all'inizio del XX secolo.